Furbo chi legge (con senso critico) le notizie online riconoscendo quelle false

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Ci stanno lavorando Google, Facebook, intere masse di persone con una campagna in crowdsourcing lanciata da Eli Pariser (co-fondatore di Upworthy), gruppi di universitari attraverso hackathon e molti altri. È il problema del secolo e nessuno ne viene a capo: come fare a riconoscere in modo automatizzato e affidabile una notizia online falsa da una vera?

Non solo sembra molto difficile affidare quest’attività ad un algoritmo, per quando possa essere “intelligente”, ma sembra esserlo anche per noi umani, che, spesso, non siamo in grado di fare questa distinzione da soli.

Il fatto è, che non si tratta di una novità del XXI secolo, ma di un tema ricorrente nella storia dell’umanità. Basti pensare, ad esempio, al celebre esperimento radiofonico di Orson Welles, in grado di seminare il panico facendo credere ad un’invasione aliena nel 1938.

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Il gossip e l’informazione sono una nostra importante prerogativa fin dai tempi dell’Homo Sapiens che si è evoluto anche grazie alla sua capacità di fidarsi degli altri e di collaborare con gruppi d’individui sempre più grandi, basandosi proprio sul gossip come facilitatore. Sarebbe, infatti, più facile affidarsi ad uno stregone o a un commerciante mai conosciuti prima, conoscendo qualche dettaglio in più sulle loro abitudini e sulla loro vita personale.

Fidarci, dunque, delle informazioni ottenute da terzi, è, una grande risorsa degli essere umani, ma è anche una grande debolezza quando le informazioni risultano poco affidabili e cominciano ad andare ben oltre al semplice gossip.

È necessario, infatti, distinguere tra il gossip e le notizie false. Il gossip puro non è pericoloso: in quanto tale lo leggiamo con leggerezza e ne conosciamo i forti limiti. È un po’ come leggere l’oroscopo: ci piace farlo ma, sotto sotto, sappiamo bene che non è reale.

Quello di cui parlo qui è, invece, il caso delle notizie false diffuse sul web con malizia e, spesso, con obiettivi finanziari e di potere. Non si tratta più di parlare dei fatti propri delle persone, ma di infangarne il nome, di creare il panico nel pubblico, di influenzare le opinioni e le azioni delle persone.

Anche questo è un problema che è sempre esistito, soprattutto in politica. Dopotutto nell’antica Grecia, le arti della retorica si sono diffuse proprio grazie alla forma di governo della democrazia ateniese, dove prevaleva chi era in grado di vincere il favore del pubblico, influenzandone le opinioni.
Ed è, infatti, proprio in politica, che oggi è fatto un uso spropositato di questo strumento.

Innanzitutto, va detto, che nell’era dell’informazione e della diffusione via internet, il fenomeno ha acquisito un’importanza molto maggiore del passato e ci troviamo inermi di fronte agli effetti moltiplicatori della tecnologia. Se, da un lato, vige una libertà che è unica della nostra epoca, dove tutti possono scrivere online, diffondere notizie, foto, video di qualunque tipo, su migliaia di diverse piattaforme, e l’informazione non è più in mano solo a pochi, che potrebbero utilizzarla come forma di potere; dall’altro lato, però, questa libertà, fa sì, che non siano più solo persone e fonti accreditate ed autorevoli a diffondere le informazioni, andando ad aumentare in modo esponenziale il numero di notizie false, o quanto meno superficiali, diffuse ogni giorno online.

I luoghi della fruizione delle notizie non sono più luoghi protetti come poteva essere un quotidiano o un’enciclopedia internazionalmente riconosciuta. Oggi, la rete, è la nostra principale fonte d’informazione e una grande percentuale di persone ammette di utilizzare i social network come unica fonte di informazione ( 62% negli USA).

Tutti questi luoghi (blog, quotidiani, piattaforme e social network) vivono, per la maggior parte, di pubblicità e, quindi, di traffico e hanno tutto l’interesse ad attirare il maggior numero di persone possibile, utilizzando anche gossip e notizie false che catturino l’attenzione dei lettori. E trovano terreno fertile in un pubblico che predilige teorie complottistiche e opinioni, che supportino i propri pregiudizi e che non sente l’esigenza di verificare dati e fonti di un articolo o di un’opinione fintanto che questa è in linea con le proprie.

La recente campagna Trump vs Clinton, ha acceso i riflettori su questo fenomeno che ha proporzioni maggiori di quanto si possa pensare.

Innanzitutto va notato che tantissime notizie diffuse nel periodo di campagna contro l’uno o l’altro candidato, erano pubblicate da account verificati e da personaggi conosciuti e di spicco nel mondo dello spettacolo. Questo fatto, ha reso spesso ancora più difficile distinguere una notizia vera da una calunnia. Non solo, tantissime notizie false sono diffuse sul web con una veste grafica che le fa somigliare in modo quasi irriconoscibile, a notizie provenienti da quotidiani e siti d’informazione autorevoli, rendendo ancora più difficile per il lettore, discernere quelle vere da quelle false. E non serve nemmeno una grande abilità grafica perché non importa tanto il sito vero e proprio da cui arrivano le news, dal momento che vengono fruite su luoghi come Facebook, che applica framework che fanno sembrare autorevoli anche news che nell’originale hanno una grafica che farebbe scappare chiunque.

In questo contesto sembra facile comprendere i risultati dello studio durato quasi un anno e recentemente pubblicato da Stanford, secondo cui su un campione di oltre 7.000 studenti tra i 13 e i 21 anni, più del 90% ha mostrato di non essere in grado di comprendere quali fossero le informazioni attendibili che leggevano sul web.

E, come scrivevo sopra, il problema è che le notizie lette sul web sono utilizzate dai lettori per formarsi opinioni che ne influenzano le azioni e le scelte sociali e politiche. Risale a pochi giorni fa il caso estremo, verificatosi a Washington DC, dove un uomo ha sparato in una pizzeria che, secondo alcune fonti, sarebbe stata teatro di uno scandalo di abusi e pedofilia con al centro la Clinton.

Sono già tante le ideologie e le opinioni che causano morti e feriti nel mondo, perché aggiungere questa forma di “marketing” che c’è sfuggita di mano?

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Come dicevo si tratta di un problema ormai riconosciuto anche da giganti come Facebook, che ci stanno lavorando per trovare una soluzione affidandosi, ancora una volta, alla tecnologia. Prima di arrivare a una soluzione automatizzata e che utilizzi algoritmi di machine learning o deep learning per risolvere il problema, dovremmo però analizzare a fondo tutti i fattori che contribuiscono a renderlo così diffuso (media e piattaforme web, aspetti grafici, obiettivi degli autori e delle piattaforme, autorevolezza, propensione dei lettori…) ed intervenire su ognuno di essi in modo coordinato. Ma, soprattutto, dovremmo diffondere e insegnare la capacità critica nei lettori in modo da aiutarli a muoversi nel modo giusto online, sfruttandone appieno le potenzialità senza subirne le conseguenze negative.

 Articolo per EconomyUp

http://www.economyup.it/blog/5266_furbo-chi-legge-con-senso-critico-le-notizie-on-line-riconoscendo-quelle-false.htm


Cristina Pozzi

Fondatore e Amministratore Delegato di Impactscool, organizzazione aperta che porta formazione immersiva e gratuita nelle scuole e nelle università su tecnologia e innovazione e sugli impatti sociali e morali dei cambiamenti che provocano.

Fondatore di SingularityU Italy.

Speaker, Advisor e Angel Investor.

Scrive di tecnologia sul suo blog http://www.imnoguru.com.

In passato è stata co-fondatore e Direttore Generale di Wish Days, storia di successo italiana creata nel 2006 e venduta ad un gruppo internazionale nel 2016.

 

Cina: in corso il primo test con metodo CRISPR-Cas9 di ingegneria genetica su un paziente malato di cancro ai polmoni

copertina-41990d605e21fc698fecbebea95876458.jpgIl metodo CRISPR–Cas9, rivoluzionaria tecnica di ingegneria genetica, è stato testato per la prima volta da un gruppo di medici cinesi su un uomo, un paziente malato di cancro al polmone. Questa tecnica gode dell’attenzione di molti e i risultati di questo test potrebbero essere di grande valore. Il team di medici ha somministrato al paziente cellule modificate con questo metodo innovativo di editing genetico. Gli eventuali effetti collaterali saranno osservabili nei prossimi 6 mesi. Si tratta del primo di una serie di test (10) previsti da questo team di medici e apre le danze ai test previsti a breve anche negli Stati Uniti.

Quando ho seguito il mio programma alla Singularity University, questo è uno dei temi che più mi ha colpita e appassionata suscitando in me un misto di emozioni che sono passate dall’ansia, alla meraviglia fino all’estusiasmo e che continuano ad essere ancora oggi altalenanti.

Per saperne di più su questo metodo ecco un video pubblicato da Repubblica qualche mese fa: http://video.repubblica.it/…/ecco-come…/252614/252801

E un articolo sul team cinese: https://www.tomshw.it/il-metodo-crispr-testato-sull-uomo-ingegneria-genetica-81472

Umani e AI: questione di fiducia

pepperrobot-970-80.jpgLa fiducia è al centro delle relazioni tra essseri umani e ne è anche motore primario che ha permesso all’homo sapiens di evolversi e di collaborare in gruppi sempre più ampi. Ora, con la nascita dell’intelligenza artificiale, ci troviamo ad affrontare il tema di come far sì che gli esseri umani, riescano a riporre la stessa fiducia in esseri artificiali “pensanti”, creati da noi stessi, per aumentare le nostre capacità. Un’interessante intervista a Manuela Veloso, Head of Machine Learning alla Carnegie Mellon University, ci racconta come sarà il mondo nel futuro e come si stia affrontando questa sfida. La visione di Manuela è quella di una co-esistenza tra umani e AI, dove i sistemi di intelligenza artificiale siano in grado di spiegre se stessi agli umani e di metterli a loro agio di fronte ai loro servizi. Un mondo interconnesso di oggetti che guidano da soli, cucinano, puliscono ….

L’intervista completa e un una video intervista molto interessante a questo link: http://www.theverge.com/…/humanity-and-ai-will-be-inseparab…. L’intervista è parte di una serie che The verge pubblicherà durante tutto il mese di novembre, dedicate al mondo nel 2021.

 

 

La fine dell’aldilà nell’era dei Trust Network

Pochi giorni fa è uscita la notizia che il governo cinese vorrebbe dare un rating a tutti i cittadini al fine di spingerli ad avere un comportamento virtuoso; pena, l’imposizione di alcune restrizioni sociali. L’intenzione è di raccogliere tutte le informazioni disponibili sul cittadino a livello legale, assicurativo, fiscale, sociale in un unico contenitore, assegnando un diverso punteggio in base al comportamento e al peso dell’area presa in considerazione in una sorta di formula “etica”. 
Mentre non è ancora chiaro come questi dati verrebbero raccolti e come sarebbero assegnati i punti che vanno a determinare il rating del cittadino, ciò che è chiaro è che, in base al proprio livello di credibilità e affidabilità, il cittadino, verrebbe premiato con privilegi importanti, o punito con forti restrizioni in base al proprio comportamento. Pensate, dunque, a un mondo dove, se tratti male i genitori, o il tuo vicino, se non paghi le tasse o prendi una multa per sosta vietata; puoi diventare un cittadino di serie B e vederti escluso l’accesso a un ristorante o ad un hotel di lusso. Se vi sembra un’idea futuristica, provate a ragionare sul fatto che siamo già in un mondo in cui tutto e tutti vengono recensiti dagli altri grazie al potere di internet e alla sua capacità di mettere tutti sullo stesso piano. Questo è il potere che ci hanno dato i sistemi che sfruttano internet e la fiducia tra utenti come Uber, Air BnB, Bla Bla Car. Tutti sistemi che funzionano perchè ci permetto di fidarci di completi sconosciuti, affidandoci alle esperienze pregresse degli altri utenti. 

Il Sofista Crizia (V secolo a.c.), parlava dell’invenzione degli dèi, come di un astuto espediente per obbligare gli uomini a seguire le leggi anche quando non visti. Oggi questo espediente sembra non servire più e gli dèi sono stati sostituiti dai nostri concittadini, dagli altri “utenti”. Dio è in mezzo a noi. Dio, sono gli altri cittadini, gli altri utenti. Sono loro a giudicare il nostro operato senza il bisogno di rimandare al giorno del giudizio? 

In questo contesto è chiaro che diventa sempre più importante la condivisione di valori etici e sociali, che diventano ancora più importanti e superiori alle leggi stesse, nel determinare il nostro comportamento. 

Nasce Project Bloks di Google e programmare è un gioco da ragazzi

Google ha lanciato un nuovo progetto che ha lo scopo di incoraggiare programmatori e designers nella creazione di una straordinaria esperienza educativa di programmazione per i bambini.

Un nuovo progetto open source a disposizione di tutti per permettere ai bambini di imparare la logica e la programmazione con giochi tangibili.

Per chi vuole iniziare subito a mettere le mani in pasta è già disponibile un sistema modulare fatto di schede elettroniche che permette di comunicare con altri device se connessi tra loro.

A vederlo sembra un bellissimo Arduino per bambini con tasti grandi e meno materiali che sarebbero complicati per un bambino anche solo da maneggiare. Si possono creare progetti che lavorano con sensori di temperatura, progetti che permettono di giocare con la musica e trasmettere i suoni prodotti direttamente a altoparlanti wi-fi, fino a kit che permettono di comandare giocattoli e robottini. Le possibilità sono infinite e la piattaforma sembra effettivamente un gran bel strumento.

Se volete saperne di più sulle possibilità per gli sviluppatori potete vedre questo video esplicativo.

 

Tecnologia e settore automobilistico

Il settore automobilistico sta investendo nelle aziende tecnologiche per non restare indietro nella profonda rivoluzione che vedremo nei prossimi anni nei trasporti. Le società come Uber, Lyft e Google con i loro algoritmi e grazie alla grande disffusione delle loro app stanno raccogliendo una quantità di dati dal valore inestimabile che permettono e permetteranno loro di offrire servizi incredibili a prezzi accessibili.
Una slide riassume gli investimenti degli ultimi 3 anni e mostra l’intensificazione fortissima degli ultimi mesi.

Per l’intero articolo: https://www.cbinsights.com/blog/auto-corporates-investment-ma-timeline/

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Imparare in pochi minuti o istanti. Ci siamo quasi. 

Imparare una lingua o tutto sulla filosofia in pochi minuti scaricandolo da internet o ingoiando una pillola. Sono cose che sono sempre più vicine e dobbiamo cambiare il nostro concetto di educazione spostandolo sempre più verso il pensiero critico, le soft skills e la creatività. Ora. 
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